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Dipartimento di

 
 

Biochimica cellulare e d'organo  

Biochimica cellulare e d'organo

Funzioni
Cardioprotezione
Le malattie cardiache rappresentano la causa n.1 di mortalità e morbilità nel mondo occidentale e si prevede che rimangano tale anche nel prossimo futuro. I nostri studi mirano a svelare le basi molecolari della disfunzione indotta dall’ischemia cardiaca, forse la più importante causa di malattie cardiovascolari, al fine di contribuire a progettare terapie di protezione efficaci. Puntiamo a comprendere come vari interventi possano aiutare ad alleviare l'onere rappresentato dalle malattie cardiache:

  • Inibizione della fosfodiesterasi 5, sovra-regolazione di NO e cGMP, fosforilazione di Akt e ERK1/2.

  • Creatina e ribosio per ripristinare l’arresto del ciclo cellulare indotto dall’ischemia nei cardiomiociti.

  • Ipossia intermittente per indurre il precondizionamento miocardico senza uso di farmaci.

  • L'esercizio fisico per indurre tolleranza al danno indotto da ischemia/riperfusione attraverso cambiamenti nel profilo di espressione genica e di proteine in ​​varie vie di segnalazione cellulare.


Ipossia
L'ipossia (bassa disponibilità di ossigeno) è una condizione potenzialmente letale in diverse situazioni ambientali (alta quota, viaggi aerei), malattie cardiovascolari (malattie cardiache congenite come i Bambini Blu, malattie polmonari croniche) e tumorali (la maggior parte dei tumori solidi sono ipossici). Ci si propone di valutare i rapporti fra ipossia in vivo ed il fattore indoot dall’ipossia 1α, principale sensore di ossigeno nel corpo, nei confronti di:

  • Sviluppo del cancro della prostata in vivo mediante uno studio molecolare dei meccanismi molecolari.

  • Genomica e proteomica di organi e tessuti ipossici.

  • Le vie di segnalazione cellulari legati all’apoptosi, proteine chinasi attivate da mitogeni, differenziazione delle cellule e proteine ​​da stress.

  • La unfolded protein response, attraverso la quale il reticolo endoplasmatico controlla il tasso di sintesi proteica.

Trasportatori di ossigeno
La drammatica carenza di sangue da trasfusione nel mondo occidentale ha innescato la ricerca mirata allo sviluppo di trasportatori di ossigeno a base di emoglobina (HBOC) come possibili sostituti artificiali del sangue. Ci si propone di sfruttare il network originato nel corso di un recente progetto di CE e la lunga collaborazione con un produttore statunitense di un’HBOC promettente per sviluppare aspetti critici connessi al lancio di questa potenziale terapia salva-vita:

  • Valutare l'impatto del trasporto di ossigeno da HBOC;

  • Sviluppare nuove tecniche di immunoistochimica mirate a rilevare l'emoglobina extratravasata;

  • Definire il ruolo della segnalazione ipossica durante l'infusione di HBOC in vari organi, in considerazione dell'impatto critico di NO e vie di segnalazione cellulare che coinvolgono cGMP.

Responsabili

Prof. Michele Samaja

Contatti

Laboratorio
Tel: 02.503 23259
Fax: 02.503 23245

Personale

Assegnista
Dott.ssa Laura Terraneo

Dottoranda
Dott.ssa Eleonora Virgili

PROF. MICHELE SAMAJA  

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